Stefano Accorsi
attore italiano
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Punti chiave
- Stefano Accorsi (Bologna, 2 marzo 1971) è un attore italiano.
- Dopo la maturità scientifica al Liceo Sabin, si iscrive alla Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna, spinto da una piccola esperienza nel film Fratelli e sorelle (1992), avuta rispondendo a un annuncio di Pupi Avati su il Resto del Carlino.
- Nel 1992 è co-protagonista, insieme con Andrea Santonastaso, figlio del comico Pippo, nel film di Luigi Zanolio Un posto .
- La popolarità L'anno successivo, oltre ad avere un cameo nel film Strane storie - Racconti di fine secolo , lavora in una serie di spot pubblicitari per il gelato Maxibon; la battuta in inglese maccheronico «Du gust is megl che uan» diviene un tormentone ed entra nella cultura popolare.
Stefano Accorsi (Bologna, 2 marzo 1971) è un attore italiano.
Biografia
Inizi
Nasce a Bologna nel 1971 e vive la sua infanzia nel comune dei suoi genitori, in una frazione di Budrio, Bagnarola. Dopo la maturità scientifica al Liceo Sabin, si iscrive alla Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna, spinto da una piccola esperienza nel film Fratelli e sorelle (1992), avuta rispondendo a un annuncio di Pupi Avati su il Resto del Carlino. Subito dopo il film è protagonista in telefilm per ragazzi destinati all'home video e prodotti dalla San Paolo Audiovisivi, con il titolo Il videocatechismo. Nel 1992 è co-protagonista, insieme con Andrea Santonastaso, figlio del comico Pippo, nel film di Luigi Zanolio Un posto. Nel 1993 si diploma ed entra nella compagnia del Teatro Stabile di Bologna.
La popolarità
L'anno successivo, oltre ad avere un cameo nel film Strane storie - Racconti di fine secolo, lavora in una serie di spot pubblicitari per il gelato Maxibon; la battuta in inglese maccheronico «Du gust is megl che uan» diviene un tormentone ed entra nella cultura popolare. Nel 1995 appare nel videoclip degli 883, Una canzone d'amore. Nel 1996 con il film Jack Frusciante è uscito dal gruppo, tratto dal romanzo di Enrico Brizzi, ottiene un inaspettato successo, che dà inizio alla carriera cinematografica, consacrata con Radiofreccia (1998), film di Luciano Ligabue al debutto come regista, col quale vince un David di Donatello come miglior attore protagonista nell'edizione del 1999.
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