Serbia
Stato dell'Europa sud-orientale
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Punti chiave
- La Serbia (in serbo Србија ?
- , Republika Srbija ), è uno Stato dell'Europa sudorientale senza sbocco sul mare, compreso tra il bassopiano pannonico e la penisola balcanica.
- Dal 2006 la Serbia è membro dell'Iniziativa Adriatico Ionica, che ha lo scopo di favorire il processo di integrazione dei paesi balcanici all'interno dell'Unione europea.
- Le loro scorrerie furono favorite dalle continue guerre dell'imperatore Giustiniano, poi dalle guerre romano-persiane del 572-591, del 602-608 e dalla avanzata islamica in Africa e in Siria, che costrinsero l'impero bizantino a impegnare gran parte delle forze militari su più fronti.
La Serbia (in serbo Србија?), ufficialmente Repubblica di Serbia (in serbo Република Србија?, Republika Srbija), è uno Stato dell'Europa sudorientale senza sbocco sul mare, compreso tra il bassopiano pannonico e la penisola balcanica.
Confina con l'Ungheria, la Romania, la Bulgaria, la Macedonia del Nord, il Montenegro, la Bosnia ed Erzegovina, de facto il Kosovo e la Croazia, conta circa 7 milioni di abitanti e la sua capitale è Belgrado.
La Repubblica di Serbia fu parte della Jugoslavia fino al 1992, successivamente ridotta alla sola unione statale di Serbia e Montenegro, ma, in seguito al referendum del 21 maggio 2006, il Montenegro ha votato per l'indipendenza, la federazione è stata sciolta e la Serbia (così come il Montenegro) è divenuta uno Stato sovrano.
Dal 2006 la Serbia è membro dell'Iniziativa Adriatico Ionica, che ha lo scopo di favorire il processo di integrazione dei paesi balcanici all'interno dell'Unione europea.
Storia
L'etnogenesi dei Serbi moderni è iniziata a partire dai secoli VI e VII, in seguito alla discesa di popolazioni slave in territori che erano ormai solo nominalmente province bizantine. Le loro scorrerie furono favorite dalle continue guerre dell'imperatore Giustiniano, poi dalle guerre romano-persiane del 572-591, del 602-608 e dalla avanzata islamica in Africa e in Siria, che costrinsero l'impero bizantino a impegnare gran parte delle forze militari su più fronti.
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