Rita Atria
testimone di giustizia italiana (1974-1992)
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Punti chiave
- Rita Atria (Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 26 luglio 1992) è stata una testimone di giustizia italiana.
- Tuttora ci sono dubbi se si sia trattato di un suicidio.
- Alla morte del padre, si lega ancora di più al fratello Nicola ed alla moglie di lui, la diciottenne Piera Aiello (i due si erano sposati, con un matrimonio combinato, nove giorni prima dell'omicidio di Vito Atria).
- Nel giugno 1991 Nicola Atria viene ucciso e Piera Aiello, che era presente all'omicidio del marito, decide di denunciare i due assassini e collaborare con la polizia.
- Il primo a raccogliere le sue rivelazioni è il giudice Paolo Borsellino, all'epoca procuratore di Marsala, al quale si lega come a un padre.
Rita Atria (Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 26 luglio 1992) è stata una testimone di giustizia italiana.
Ufficialmente si tolse la vita a 17 anni una settimana dopo la strage di via D'Amelio, in cui perse la vita il magistrato antimafia Paolo Borsellino; avendo grande fiducia in Borsellino, aveva deciso di collaborare alle indagini su Cosa nostra. Tuttora ci sono dubbi se si sia trattato di un suicidio.
Biografia
Figlia di Vito Atria e di Giovanna Cannova, nel 1985, all'età di undici anni, Rita Atria perse il padre, pastore affiliato a Cosa nostra, ucciso in un agguato. Alla morte del padre, si lega ancora di più al fratello Nicola ed alla moglie di lui, la diciottenne Piera Aiello (i due si erano sposati, con un matrimonio combinato, nove giorni prima dell'omicidio di Vito Atria). Da Nicola, anch'egli mafioso, Rita raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle attività della mafia a Partanna. Nel giugno 1991 Nicola Atria viene ucciso e Piera Aiello, che era presente all'omicidio del marito, decide di denunciare i due assassini e collaborare con la polizia.
Nel novembre 1991, all'età di 17 anni, Rita decide di seguire le orme della cognata, rivolgendosi alla magistratura in cerca di giustizia per quegli omicidi. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni è il giudice Paolo Borsellino, all'epoca procuratore di Marsala, al quale si lega come a un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre testimonianze, permettono di arrestare numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala e di avviare un'indagine sul deputato democristiano Vincenzino Culicchia, per trent'anni sindaco di Partanna.
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