Paolo Bonaiuti
politico e giornalista italiano (1940-2019)
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Punti chiave
- Paolo Bonaiuti (Firenze, 7 luglio 1940 – Roma, 16 ottobre 2019) è stato un politico e giornalista italiano, portavoce di Silvio Berlusconi nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi Berlusconi II, Berlusconi III e Berlusconi IV.
- Biografia Inizi e carriera giornalistica Laureato in giurisprudenza, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità.
- Nel 1984 entra a Il Messaggero di Roma come inviato e come editorialista, seguendo soprattutto i vertici del G7, gli eventi bellici, firmando inchieste sull'Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino al Trattato di Maastricht.
- Ha collaborato anche con la BBC, con la Radio della Svizzera Italiana e con altri media stranieri.
Paolo Bonaiuti (Firenze, 7 luglio 1940 – Roma, 16 ottobre 2019) è stato un politico e giornalista italiano, portavoce di Silvio Berlusconi nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi Berlusconi II, Berlusconi III e Berlusconi IV. Ha aderito all'esperienza di Forza Italia, del Popolo della Libertà e della rinata Forza Italia, per poi confluire, una volta entrato in contrasto con Berlusconi, nel Nuovo Centrodestra e in Alternativa Popolare.
Biografia
Inizi e carriera giornalistica
Laureato in giurisprudenza, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità. Capo del servizio economico de Il Giorno di Milano, dal 1975 è inviato speciale, prima per l'economia e la finanza, poi per gli avvenimenti di politica internazionale. Nel 1984 entra a Il Messaggero di Roma come inviato e come editorialista, seguendo soprattutto i vertici del G7, gli eventi bellici, firmando inchieste sull'Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino al Trattato di Maastricht. Nel 1992 diventa vicedirettore vicario.
Ha collaborato anche con la BBC, con la Radio della Svizzera Italiana e con altri media stranieri. Molto critico nei confronti di Silvio Berlusconi all'epoca della sua entrata in politica, da vicedirettore de Il Messaggero il 7 gennaio 1994 scrisse un editoriale al vetriolo, intitolato Va in onda la liberaldemocrazia, sulla richiesta in diretta televisiva del direttore del TG4 Emilio Fede di rimuovere Indro Montanelli dalla direzione de il Giornale.
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