Marie Dubois
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Punti chiave
- Marie Dubois , pseudonimo di Claudine Lucie Pauline Huzé (Parigi, 12 gennaio 1937 – Lescar, 15 ottobre 2014), è stata un'attrice francese.
- Interprete discreta ed elegante, attraversò tutta la stagione d'oro della Nouvelle Vague, in ruoli spesso secondari.
- Fu inoltre diretta da Roger Vadim in Il piacere e l'amore (1964) e da Louis Malle in Il ladro di Parigi (1966), accanto a Jean-Paul Belmondo.
- Nel 1978, grazie al film La minaccia , ottenne il Premio César per la migliore attrice non protagonista, ma la malattia si manifestò più forte e questa volta l'attrice decise di sacrificare la propria carriera.
Marie Dubois, pseudonimo di Claudine Lucie Pauline Huzé (Parigi, 12 gennaio 1937 – Lescar, 15 ottobre 2014), è stata un'attrice francese.
Biografia
Dopo gli studi di recitazione iniziò a lavorare per la televisione, dove venne notata dal regista François Truffaut, che le offrì il suo primo ruolo cinematografico e la battezzò con il suo nome d'arte, omaggiando l'eroina di un romanzo di Jacques Audiberti. Interprete discreta ed elegante, attraversò tutta la stagione d'oro della Nouvelle Vague, in ruoli spesso secondari. Debuttò con un breve ruolo non accreditato nel film Il segno del leone (1959), pellicola d'esordio del regista Éric Rohmer, e successivamente fu diretta da François Truffaut in Tirate sul pianista (1960) e Jules e Jim (1961), e da Jean-Luc Godard in La donna è donna (1961).
Nonostante le prime avvisaglie della sclerosi a placche, non rinunciò alle richieste dei registi della Nouvelle Vague, ma anche a pellicole meno impegnate e più popolari che la fecero conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, in particolare Tre uomini in fuga, film campione di incassi nel 1966 e imbattuto per trent'anni. Fu inoltre diretta da Roger Vadim in Il piacere e l'amore (1964) e da Louis Malle in Il ladro di Parigi (1966), accanto a Jean-Paul Belmondo.
Tra le sue interpretazioni di rilievo durante gli anni settanta, da ricordare quelle nei film Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre (1974) di Claude Sautet, e L'innocente (1976) di Luchino Visconti. Nel 1978, grazie al film La minaccia, ottenne il Premio César per la migliore attrice non protagonista, ma la malattia si manifestò più forte e questa volta l'attrice decise di sacrificare la propria carriera. Diradò le apparizioni sul grande e sul piccolo schermo ma si impegnò pubblicamente come testimonial per la lotta contro la malattia.
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