Leoluca Bagarella
mafioso italiano (1942-)
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Punti chiave
- Leoluca Biagio Bagarella (Corleone, 3 febbraio 1942) è un mafioso italiano, legato a Cosa nostra, affiliato al clan dei Corleonesi.
- È attualmente rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari, dove sta scontando 13 ergastoli.
- Nel 1972 anche l'altro fratello Giuseppe viene ucciso in carcere; nel 1974 sua sorella sposò in segreto Totò Riina, seguendolo nella latitanza.
- Nel gennaio 1979 uccide, in viale Campania, con 6 pallottole il giornalista Mario Francese, che investigava sugli affari dei Corleonesi, e in particolare, sulla costruzione della diga di Garcia.
Leoluca Biagio Bagarella (Corleone, 3 febbraio 1942) è un mafioso italiano, legato a Cosa nostra, affiliato al clan dei Corleonesi.
Soprannominato Don Luchino nel contesto mafioso, è stato autore di centinaia di omicidi dagli anni settanta agli anni novanta, oltre che diretto responsabile di alcuni tra i più gravi fatti di sangue di Cosa nostra, tra cui la strage di Capaci e il sequestro e l'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo. Ha avuto condanne per omicidio multiplo, traffico di droga, ricettazione, strage ed è stato condannato all'ergastolo in regime carcerario di 41-bis. È attualmente rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari, dove sta scontando 13 ergastoli.
Biografia
Gli inizi dell'attività mafiosa
Quarto figlio del mafioso Salvatore Bagarella, fratello di Antonietta Bagarella, entrò a far parte della cosca di Corleone dopo che suo fratello maggiore Calogero era diventato uno dei fedelissimi del boss Luciano Liggio e dei suoi luogotenenti Totò Riina e Bernardo Provenzano. Il fratello Calogero venne ucciso dal boss Michele Cavataio nella strage di viale Lazio nel 1969 e Leoluca si diede alla latitanza. Nel 1972 anche l'altro fratello Giuseppe viene ucciso in carcere; nel 1974 sua sorella sposò in segreto Totò Riina, seguendolo nella latitanza.
Il 20 agosto 1977 commette il suo primo omicidio "eccellente", uccidendo il colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo con la complicità di Giovanni Brusca; nel 1978 partecipa all'omicidio del boss di Caltanissetta Giuseppe Di Cristina, che prima di morire riesce a ferirlo. Nel gennaio 1979 uccide, in viale Campania, con 6 pallottole il giornalista Mario Francese, che investigava sugli affari dei Corleonesi, e in particolare, sulla costruzione della diga di Garcia.
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