Joni Mitchell
cantautrice canadese
Joni Mitchell, pseudonimo di Roberta Joan Anderson (Fort Macleod, 7 novembre 1943), è una cantautrice e pittrice canadese.
Dopo gli esordi tra café canadesi e locali statunitensi in cui germogliava una nuova generazione di musicisti folk, ottenne il successo commerciale alla fine degli anni sessanta, definendo uno stile che sarebbe stato fonte d'ispirazione per molte cantautrici dei decenni successivi. Il suo impatto sulla canzone d'autore americana, di cui è considerata una delle maggiori capostipiti femminili assieme a Carole King e Laura Nyro, è parallelo a quello di artisti come Neil Young ed Eric Andersen.
Con il trascorrere del tempo, il folk è stato sempre più relegato al passato, per dare spazio a sonorità vicine al blues e al jazz che l'hanno portata a collaborazioni con artisti come Pat Metheny, Jaco Pastorius, Herbie Hancock, Michael Brecker e Charles Mingus.
Joni Mitchell è nota anche per la sua passione e per il suo talento per le arti pittoriche – è lei stessa infatti a dire: «Sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista» – e cura personalmente la grafica e le copertine dei propri album, utilizzando, nella maggior parte delle volte, propri quadri, ma spesso anche elaborazioni fotografiche.
Biografia
I primi anni
Joan Anderson nacque da William “Bill” Anderson, istruttore presso l'Accademia canadese di Aviazione e in seguito dirigente di una catena di negozi alimentari, e da Myrtle “Mickey” Marguerite McKee, ex impiegata di banca e poi maestra elementare. La musica era di casa: il padre suonava la tromba in una banda musicale, il nonno paterno era un liutaio norvegese immigrato in Canada, la nonna materna, dalle origini franco scozzesi, oltre a scrivere poesie amava ascoltare dischi di musica classica e suonava l'organo.
Nel 1946 la famiglia si spostò dapprima a Maidstone, poi a North Battleford e nel 1954 a Saskatoon. All'età di sette anni, dopo aver ascoltato Les Trois Cloches di Édith Piaf, chiese di poter prendere lezioni di pianoforte, ma presto abbandonò lo strumento a causa della rigidità dell'insegnante e della propria irrequietezza a fronte di uno studio sistematico, preferendo affidarsi alla creatività che le permise di comporre la sua prima canzone, Robin Walk, quando aveva soltanto sette anni. In tenera età dovette anche combattere contro una salute fragile: oltre a frequenti tonsilliti, si susseguirono l'appendicite a tre anni e più avanti il morbillo, la scarlattina, la rosolia e la varicella. Nel 1953 un'epidemia di poliomielite si abbatté sul Canada, ancora sfornito di vaccini antipolio; quando, non ancora decenne, la piccola Joan venne colpita dalla malattia infiammatoria, fu quindi costretta all'infermità e all'isolamento sociale, oltre che a trattamenti dolorosi in una corsia d'ospedale. Malgrado ciò, la bambina per mesi affrontò il male con risolutezza, approfittando del riposo forzato per dipingere e scrivere poesie e facendo del canto una terapia che nel tempo la aiutò nella guarigione a cui seguì un severo, autoimposto percorso di riabilitazione. Per un intero anno la madre si prese cura della sua formazione scolastica, finché Joan non fu in grado di frequentare la Queen Elizabeth Public School e successivamente gli istituti secondari Nutana e Aden Bowman. Poco incline alle materie scientifiche, studiava invece con interesse arte astratta e realismo figurativo. Un suo docente, Arthur Kratzmann, congratulandosi con lei per i suoi disegni, la spinse alla composizione poetica; inoltre la giovane Joan prese lo spunto dal pittore Henry Bonli per cambiare il proprio nome in “Joni”. Contemporaneamente alla frequenza scolastica, la ragazza iniziò a sviluppare i propri gusti musicali: tralasciando il folk ritenuto noioso e intellettualistico, si volse al jazz e si appassionò al rock and roll di Chuck Berry perché le dava l'occasione di danzare, attività che a quindici anni praticava regolarmente nelle sale da ballo. Quanto alla sua formazione musicale, dopo gli scarsi risultati del pianoforte passò all'ukulele con il quale si esibì in qualche concerto locale, e anche con i soldi guadagnati foggiando abiti per alcuni negozi di abbigliamento locali poté comprarsi la sua prima chitarra che imparò a suonare da autodidatta con un manuale di Pete Seeger.
Gli inizi
Nel 1963 Joan Anderson si trasferì a Calgary e si iscrisse all'Alberta College of Art. Durante i primi mesi del corso di studi seguì anche la musica folk in voga in quel momento, e cominciò a esibirsi in un locale folk appena aperto in città chiamato “The Depression!”. Delusa dall'impostazione formativa del College, dopo un anno decise di spostarsi a Toronto per intraprendere la carriera di folksinger, stimolata anche dalla programmata esibizione di Buffy Sainte-Marie – folksinger di cui era appassionata – al Folk Festival di Mariposa; l'evento le diede anche l'occasione di venire a contatto con altri musicisti e di conoscere la vivacità artistica della metropoli canadese. Durante il viaggio da Calgary a Toronto scrisse la sua seconda canzone, Day After Day, e giunta a destinazione si stabilì nel rione di Yorktown, quartiere bohémien nei cui coffee shop erano transitati musicisti come Gordon Lightfoot, Phil Ochs, Dave Van Ronk, Eric Andersen, Tom Rush, Odetta, David Clayton-Thomas, Buffy Sainte-Marie, Robbie Robertson, Denny Doherty (futuro componente dei Mamas and Papas). Nella città canadese, oltre a un vivace panorama folk e a molte opportunità per chi volesse avviarsi alla carriera di musicista, Yonge Street offriva una scena jazz che attirava musicisti di prestigio fra i quali Charles Mingus, Cannonball Adderley e Oscar Peterson. La giovane folksinger conobbe anche il cantante statunitense Chuck Mitchell quando entrambi si esibivano al club musicale Penny Farthing. Con Chuck si unì in matrimonio assumendone così il cognome e la coppia andò ad abitare a Detroit; presentandosi al pubblico come duo folk, si muovevano fra Detroit, Toronto e Filadelfia, e fecero anche una puntata a New York, lasciando poi Detroit e spostandosi nelle Carolina del Sud e del Nord. Ma Joni Mitchell era sempre più insoddisfatta del matrimonio e del rapporto artistico con il marito, e dopo due anni dalle nozze i due divorziarono. Intanto la folksinger era entrata nel giro di amicizie che comprendeva fra gli altri Neil Young, Buffy Sainte-Marie, Gordon Lightfoot, Ramblin' Jack Elliott, Dave Van Ronk, Tom Rush ed Eric Andersen – quest'ultimo le insegnò le accordature aperte che facilitarono la giovane chitarrista la cui mano sinistra era rimasta indebolita a causa della poliomielite.
Dopo la separazione dal marito, Joni Mitchell si trasferì a New York nel quartiere di Chelsea, e nella metropoli statunitense ebbe modo di raggiungere la popolarità nei locali folk di Bleecker Street, tra cui il Folk City e il Bitter End nei quali Joni Mitchell presentò le proprie composizioni. Nel biennio 1966-67 si fece conoscere al largo pubblico di appassionati attraverso le esibizioni nei suoi tour, città dopo città, dapprima da sola e poi con a fianco il nuovo manager Elliot Roberts. Nel luglio del 1967 prese parte per la prima volta al Newport Folk Festival, invitata insieme a Leonard Cohen alla manifestazione da Judy Collins, e tre mesi dopo conobbe David Crosby al Gaslight South di Miami. Fu un periodo di grande fertilità compositiva: durante quelle tournée, Mitchell scrisse canzoni che sarebbero apparse nei suoi primi quattro LP. Ad accrescere la notorietà della folksinger canadese contribuirono le interpretazioni di sue composizioni da parte di altri musicisti: Tom Rush eseguiva regolarmente Urge for Going nei suoi spettacoli, Buffy Sainte-Marie incise The Circle Game e Song to a Seagull, Dave Van Ronk registrò Both Sides, Now, Judy Collins interpretò Michael from Mountains e riscosse un grande successo con Both Sides, Now. Dall'altra sponda dell'Atlantico, i Fairport Convention inclusero nel loro primo album Chelsea Morning e I Don’t Know Where I Stand, e avevano nel loro repertorio dal vivo Marcie, Night in the City e Both Sides, Now.
Il successo
Grazie anche alla popolarità indiretta il suo disco di esordio, Song to a Seagull, coprodotto da David Crosby per l'etichetta Reprise Records e immesso sul mercato nel 1968, ebbe un buon riscontro di vendite e anche la critica formulò giudizi molto positivi.
L'album era stato inciso agli studi Sunset Sound di Hollywood, a Los Angeles, dove Mitchell si era trasferita insieme a Crosby e al proprio manager, andando ad abitare in un bungalow nel leggendario Laurel Canyon, l'area nella quale in quegli anni si erano insediati molti musicisti della West Coast: fra gli altri, Stephen Stills, Graham Nash, Mama Cass, Frank Zappa, John Mayall, Jackson Browne, Carole King, Judy Collins, Jimmy Webb, Chris Hillman e Roger McGuinn dei Byrds, Glenn Frey e Don Henley degli Eagles, Arthur Lee dei Love, Nick St. Nicholas degli Steppenwolf, Micky Dolenz dei Monkees, Mark Volman dei Turtles, John Densmore e Robby Krieger dei Doors. Nel 1968, mantenendo il legame affettivo con Crosby, Joni Mitchell iniziò una relazione anche con Nash, decidendo infine di legarsi stabilmente con quest'ultimo, e questi incroci sentimentali si riscontrano nella canzone della folksinger Willy e in quelle di Crosby e di Nash, rispettivamente Guinnevere e Our House. Il gruppo restò comunque unito, fu anzi la folksinger a creare le condizioni perché si formasse il trio composto da Crosby, Stills e Nash.
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