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Joaquín Sabina

Joaquín Sabina

musicista spagnolo

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Joaquín Ramón Martínez Sabina (Úbeda, 12 febbraio 1949) è un musicista, cantante e poeta spagnolo, di gran popolarità nei paesi di lingua spagnola.

Molti dei suoi testi sono considerati alla stregua di veri e propri componimenti poetici ed oltre ad aver pubblicato quindici album in studio, ha dato alle stampe una decina di libri con raccolte di testi di canzoni, poesie e sonetti pubblicati anche sul settimanale spagnolo Interviú.

Biografia

L'infanzia e l'adolescenza

Joaquín Ramón Martínez Sabina nacque il 12 febbraio 1949 a Úbeda (Jaen), secondo figlio di Adela Sabina del Campo, casalinga, e di Gerónimo Martínez Gallego, commissario di polizia. Studia presso le monache carmelitane ed a quattordici anni iniziò a comporre poesie e testi musicali in un complesso formato con gli amici e chiamato Merry Young, che si dedicava principalmente a rivisitare pezzi rock di cantanti come Elvis Presley, Chuck Berry o Little Richard. Successivamente proseguirà gli studi presso i salesiani continuando a scrivere versi e leggendo le opere di Fray Luis de León, Jorge Manrique e José Hierro, oltre a Marcel Proust, James Joyce e Marcuse

Il giorno in cui fu promosso all'esame di quarta del bachillerato (equivalente più o meno a quello della Scuola media Superiore in Italia) suo padre decise di ricompensarlo con un orologio da polso che Joaquín rifiutò, chiedendo, e ricevendo, una chitarra al suo posto. Al contrario, suo fratello maggiore accettò l'orologio e, secondo Sabina, questo piccolo dettaglio farà in modo che i destini dei due comincino a dividersi: suo fratello finirà col diventare un poliziotto come il padre, mentre Joaquín diverrà un cantante.

L'esilio a Londra

Nel 1968 Joaquín si trasferì a Granada per iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia ed iniziare i propri studi di Filologia romanza; lì scoprirà l'opera poetica di César Vallejo e Pablo Neruda.

Ideologicamente fu sostenitore delle idee di sinistra aderendo a movimenti in opposizione al regime franchista. In quello stesso anno, quando in Spagna fu proclamato dal regime lo stato di emergenza, suo padre – in quanto commissario di Úbeda – ricevette l'ordine di arrestare il figlio, reo di essere membro del Partito Comunista di Spagna. A partire dal 1970 iniziò a collaborare con la rivista Poesia 70, assieme ad altri intellettuali della musica spagnola come Luis Eduardo Aute o Carlos Cano. Nello stesso anno lanciò una Bomba Molotov contro la sede granadina del Banco di Bilbao, come forma di protesta verso il cosiddetto Processo di Burgos, il che lo costrinse a dover fuggire in esilio; ciononostante non gli fu facile espatriare in quanto privo di passaporto, ma avrà la fortuna di conoscere un uomo – tale Mariano Zugasti – che, dopo appena un'ora di conversazione col giovane Joaquín (e grazie alla necessaria dose di alcol in corpo), gli cederà il proprio passaporto. Con un nome falso ed accompagnato dalla convivente Lesley, Joaquín fece rotta verso Parigi, dove si fermerà qualche mese, per poi dirigersi a Londra dove visse il primo anno come squatter.

Al fine di evitare il rimpatrio in Spagna, Joaquín cerco di sensibilizzare l'opinione pubblica a proprio favore e, grazie alla compagna Lesley, riuscì ad ottenere un'intervista; il Daily Mirror pubblicherà così un articolo dove, esagerando la situazione reale, ra far sì che le autorità britanniche concedano a Sabina l'asilo politico per un anno. Quindi Joaquín si trasferirà con Lesley ad Edimburgo, ma dopo quattro mesi lascerà la ragazza per tornare a Londra.

A Londra scrive le prime canzoni, collabora col Club Antonio Machado, ritrovo di altri emigranti ed esiliati, ed organizza un cineforum dove si proiettano le pellicole di Luis Buñuel, proibite dal regime franchista; inoltre costituisce una piccola compagnia teatrale chiamata Juan Panadero, che porterà in scena opere polemiche come L'eccezione e la regola di Bertolt Brecht. Frattanto si guadagnava da vivere cantando nella metropolitana, nei ristoranti o nelle caffetterie; ad una di queste esperienze è legato l'aneddoto più noto della sua permanenza a Londra: nel 1974 Sabina si esibì alla presenza di George Harrison, che celebrava il proprio compleanno in un bar chiamato "Mexicano-Taverna"; l'ex-beatle gli diede una mancia di cinque sterline. In alcune interviste Sabina ha affermato di conservare ancora gelosamente quella banconota, ma in altre occasioni ha smentito dicendo invece d'essersela "bevuta" quella stessa notte.

Nel 1976 Sabina pubblica 1 000 copie di un libello di canzoni intitolato "Memorie dell'Esilio" che provvede a distribuire personalmente nei pressi di Portobello; inoltre comincia ad organizzare concerti per la comunità di esiliati spagnoli in Inghilterra insieme ad altri artisti suoi connazionali, come Paco Ibáñez, Lluís Llach, Francesc Pi de la Serra o Elisa Serna. Le canzoni di questo periodo formeranno la base del suo primo disco, "Inventario".

Il rientro in Spagna e i primi dischi

Con la morte di Franco e l'inizio del periodo di transizione democratica, Sabina riuscì a rientrare in Spagna nel 1977 con un passaporto legale fornitogli da Fernando Morán console spagnolo a Londra e membro del Partito Socialista Popolare (poi PSOE). Il 18 febbraio di quello stesso anno si sposò con Lucía Inés Correa Martínez, un'argentina conosciuta a Londra;in realtà il matrimonio ebbe luogo coll'unico proposito di ottenere il pase de pernocta (una licenza speciale che permetteva ai soldati di pernottare in casa propria) durante il servizio militare che si vide costretto a prestare presso una caserma di Maiorca una volta rientrato in Spagna; questo gli permise anche di lavorare presso il giornale locale Última hora.

Nel 1978 si trasferì con sua moglie a Madrid dove riuscì a pubblicare il suo primo LP, Inventario. Il direttore della casa discografica CBS, Tomás Muñoz, gli aveva offerto il suo primo contratto discografico grazie al tema della canzone "¡Qué demasiao!", al tempo interpretata dal cantante "Pulgarcito" e trasmessa nel programma della televisione pubblica spagnola "Popgrama". In questo modo Joaquín cominciò ad esibirsi nel circuito dei bar madrileni e dei convegli elettorali dei principali partiti e sindacati di sinistra spagnoli (PSP, PCE, PSOE e UGT) così come negli eventi del sindacato anarchico CNT, lavorando anche come giornalista. L'anno successivo cominciò a cantare insieme a Javier Krahe e Alberto Pérez nello scantinato del Caffè La Mandrágora di Madrid; proprio in questo locale venne notato dal giornalista Fernando García Tola che lo inviterà al programma televisivo Esta noche, condotto da Carmen Maura.

Dopo il disco di esordio Sabina rifiuta l'etichetta di cantautore dato che, come lui stesso afferma, il termine "poeta" gli calza come un vestito troppo largo. Nel 1980 pubblica il suo secondo album Malas Compañías, che contiene già molte tracce che diverranno classici del repertorio di Sabina, come "Calle Melancolía", "¡Qué Demasiao!" e, in particolare, "Pongamos que Hablo de Madrid", considerato da molti come una specie di inno ufficioso della città e che, nella sua prima versione cantata da Antonio Flores, raggiunse il numero 1 della classifica de Los 40 Principales. Nel 1981 esce La Mandrágora, disco registrato dal vivo insieme a Krahe e Pérez e nel quale provano a ricreare la particolare atmosfera delle loro esibizioni presso l'omonimo locale e che riprende anche tematiche controverse. Joaquín alterna le sue esibizione pubbliche con la traduzione di canzoni italiane per la CBS (a quel tempo molti brani spagnoli non erano altro che reinterpretazioni tradotte di successi italiani, un po' come avvenne in Italia negli anni sessanta coi pezzi in inglese) e la composizione per altri artisti come Miguel Ríos e Ana Belén. Comincia la collaborazione artistica con quello che sarà il suo primo gruppo, Ramillete de Virtudes, ed arricchisce il proprio repertorio con nuove opere sempre più ritmate ed orientate verso il rock, come "Pisa el acelerador" e "Juana la Loca", canzoni che poco dopo faranno parte del suo terzo LP (senza contare La Mandrágora) Ruleta Rusa, pubblicato nel 1983 e contenente altre canzoni poi diventata suoi classici, come "Caballo de Cartón" o "Eh, Sabina". Nel 1984 scrive per il quotidiano Diario 16 un articolo di benvenuto per Bob Dylan. Poco dopo Sabina e Krahe decidono di separarsi artisticamente.

Nel 1985 Sabina abbandonò la CBS per passare all'Ariola in cambio di maggior libertà artistica ed una miglior retribuzione; in quello stesso anno comincia a collaborare con il gruppo dei Viceversa col quale nel 1985 farà uscire l'album Juez y Parte; canzoni rappresentative di questo lavoro sono "Güisqui Sin Soda (sexo sin boda)", "Cuando era Más Joven", "Incompatibilidad de Caracteres" e soprattutto il grande successo "Princesa". Un anno più tardi arriverà il disco dal vivo Joaquín Sabina y Viceversa en Directo, registrato al Teatro Salamanca di Madrid e che annovera anche numerosi ospiti. Il disco è un successo di vendite e spalanca le porte al grande pubblico, inoltre nel marzo dello stesso anno viene dato alle stampe De lo cantado y sus márgenes, un insieme di testi che riuniscono gran parte del contenuto di Memorias del exilio e le canzoni del disco Inventario

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