Gilberto Benetton
imprenditore italiano
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Punti chiave
- Gilberto Benetton (Treviso, 19 giugno 1941 – Treviso, 22 ottobre 2018) è stato un imprenditore italiano.
- Secondo la classifica di Forbes del 2018, con un patrimonio di 2,7 miliardi di dollari era il 12° uomo più ricco d'Italia e il 652º del mondo.
- «Nato con il portafoglio in mano», come diceva lui stesso, lavorò inizialmente alla Confartigianato, per poi dedicarsi completamente alla contabilità familiare.
- Ha voluto essere sempre affiancato da manager esterni, infatti dichiarò: «Mi danno del finanziere.
- Nel 1999 acquisisce la società Autostrade per l'Italia, nel 2001 è a fianco di Marco Tronchetti Provera nella scalata a Telecom Italia, nel 2007 rileva Aeroporti di Roma.
Gilberto Benetton (Treviso, 19 giugno 1941 – Treviso, 22 ottobre 2018) è stato un imprenditore italiano.
Considerato l'"anima finanziaria" dei Benetton, a lui si deve la creazione dell'impero finanziario di famiglia. Secondo la classifica di Forbes del 2018, con un patrimonio di 2,7 miliardi di dollari era il 12° uomo più ricco d'Italia e il 652º del mondo.
Biografia
Terzogenito dei quattro figli di Leone Benetton e Rosa Carniato, pur avendo abbandonato la scuola a quattordici anni a causa delle ristrettezze economiche, è il fratello che ha studiato più a lungo. «Nato con il portafoglio in mano», come diceva lui stesso, lavorò inizialmente alla Confartigianato, per poi dedicarsi completamente alla contabilità familiare.
Rispetto a Luciano, volto dell'azienda, Gilberto era più appartato, ma ha svolto un ruolo decisivo nell'investire i profitti accumulati da United Colors of Benetton nel periodo d'oro dei maglioncini, diversificando le attività del gruppo. Ha voluto essere sempre affiancato da manager esterni, infatti dichiarò: «Mi danno del finanziere. Ma io non sono un esperto di finanza, anche se fin da ragazzo i miei fratelli mi hanno incaricato di gestire i risparmi».
Nel 1999 acquisisce la società Autostrade per l'Italia, nel 2001 è a fianco di Marco Tronchetti Provera nella scalata a Telecom Italia, nel 2007 rileva Aeroporti di Roma. Con la sola eccezione di Telecom («l'investimento peggiore», come ebbe a definirlo), tutti grandi affari che lo hanno portato a tenere stretti rapporti con i salotti della finanza (come Mediobanca) e con il potere politico, ad effettuare partecipazioni importanti (come nelle Generali) e acquisizioni all'estero.
È stato vicepresidente di Edizione Srl, la holding finanziaria della famiglia Benetton, di Autogrill, è stato consigliere del Gruppo Benetton, di Autostrade, Atlantia, Mediobanca, Pirelli & C. e Allianz.
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