Gaspare Mutolo
ex mafioso, collaboratore di giustizia e pittore italiano (1940-)
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Punti chiave
- Gaspare Mutolo , detto Asparinu (Palermo, 5 febbraio 1940), è un ex mafioso, collaboratore di giustizia e pittore italiano.
- Una volta in carcere (all'Ucciardone di Palermo) venne messo nella sesta sezione (sezione giovani-adulti, dove si poteva stare fino ai 25 anni), ma essendo ribelle venne spostato nell'ottava sezione (dove c'erano gli adulti).
Gaspare Mutolo, detto Asparinu (Palermo, 5 febbraio 1940), è un ex mafioso, collaboratore di giustizia e pittore italiano.
Biografia
Chiamato "Asparino", inizialmente fu meccanico presso un'officina meccanica da Salvatore Vetrano situata in via Montesanto (dove si occupò di furti d'auto insieme al nipote del Vetrano, Pino Panzica, fino all'età di 20 anni, quando venne arrestato e portato per la prima volta in carcere), poi si dedicò alla malavita. Da giovane si occupava solo di piccoli furti, fino a quando fu arrestato nel 1963 per rapina (dal 1960 al 1963 era in carcere all'Ucciardone nella sesta sezione). Una volta in carcere (all'Ucciardone di Palermo) venne messo nella sesta sezione (sezione giovani-adulti, dove si poteva stare fino ai 25 anni), ma essendo ribelle venne spostato nell'ottava sezione (dove c'erano gli adulti). Dopo alcuni mesi venne portato in una cella di quest'ultima sezione, divenendo compagno di cella di Totò Riina per otto mesi, dove c'erano anche Rocco Semilia (detto Testa di ferro) che aveva visto crescere Asparino nell'officina meccanica di Vetrano, Gioacchino Mansueto (che venne ucciso in carcere da Mutolo stesso, diventando questo il "battesimo di sangue" di Asparino, insieme a Salvatore Lo Piccolo e Lino Spatola perché tempo prima era stato ucciso il fratello Simone Mansueto), Giovanni Spuchis e Ignazio Caputo. Fu lo stesso Riina a consigliare a Mutolo la lettura de I Beati Paoli di William Galt, romanzo cult dei mafiosi, ma anche a suggerire l'uscita dalla microcriminalità e l'ingresso nella mafia (“più facile uccidere che rubare”, sosteneva Riina), raccomandandolo a Rosario Riccobono - boss dei quartieri Partanna e Mondello - non appena uscito dal carcere.
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