Cubozoa
classe di Cnidaria
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Punti chiave
- Le cubomeduse o meduse a scatola ( Cubozoa ) ( Werner, 1973 ) sono una classe di cnidari caratterizzata da meduse con l'ombrella di forma cubica e da nematocisti molto velenose.
- Ciò malgrado, hanno caratteristiche uniche che le rendono particolarmente interessanti, come degli organi visivi complessi, comportamenti riproduttivi peculiari ed una tossicità molto elevata.
- Etimologia La parola Cubozoa (da “kubos-zoon” cioè cubo-animale) significa "animale cubo".
- La fase medusoide è predominante e possiede una campana a sezione quadrangolare o piramidale.
- Ogni tentacolo è coperto da circa 500.
Le cubomeduse o meduse a scatola (Cubozoa) (Werner, 1973) sono una classe di cnidari caratterizzata da meduse con l'ombrella di forma cubica e da nematocisti molto velenose.
I cubozoi raggruppano una ventina di specie marine e sono quindi considerati una classe di piccole dimensioni. Ciò malgrado, hanno caratteristiche uniche che le rendono particolarmente interessanti, come degli organi visivi complessi, comportamenti riproduttivi peculiari ed una tossicità molto elevata.
Un tempo la classe Cubozoa era inclusa nella classe Scyphozoa.
Etimologia
La parola Cubozoa (da “kubos-zoon” cioè cubo-animale) significa "animale cubo".
Caratteristiche
Alcune specie comprendono una ventina di specie marine predatrici con nematocisti potenti e spesso molto pericolose per l'uomo.
La fase medusoide è predominante e possiede una campana a sezione quadrangolare o piramidale. Un tentacolo, o un gruppo di tentacoli, si trova a ciascun angolo del quadrato formato dall'ombrella; alla base di ciascun tentacolo si trova una dura lamina appiattita chiamata pedalium. Ogni tentacolo è coperto da circa 500.000 cnidociti, i quali contengono le nematocisti, organi urticanti a forma di arpione che iniettano una biotossina alle vittime. I ropali sono strutture sensoriali in numero di quattro, a metà di ciascun lato poco al di sopra del margine, e comprendono, oltre alla statocisti, organi fotorecettori molto sviluppati e dotati di lente biconvessa. I ropali sono disposti in una nicchia alla base della campana ed hanno la possibilità di guardare sia all'interno del corpo della medusa, che all'esterno. L'interpretazione dei segnali sensoriali è delegata ad una rete neurale, dato che i celenterati non dispongono di un cervello.
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