Cosimo Di Lauro
mafioso italiano (1973-2022)
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Punti chiave
- Cosimo Di Lauro (Napoli, 8 dicembre 1973 – Opera, 13 giugno 2022) è stato un mafioso italiano, camorrista ed ex capo del clan Di Lauro di Napoli.
- Inoltre, grazie alla sua passione per gli abiti firmati, i cronisti inglesi gli attribuirono il soprannome di " the designer Don ".
- Cosimo Di Lauro tentò di rivoluzionare l'organizzazione del clan Di Lauro, soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio (il business più redditizio del clan).
- A Scampia sono conosciuti come "gli spagnoli".
- Tre giorni dopo il loro funerale, la Polizia arrestò due uomini armati di mitra che stavano progettando una risposta all'agguato subito dai Di Lauro.
Cosimo Di Lauro (Napoli, 8 dicembre 1973 – Opera, 13 giugno 2022) è stato un mafioso italiano, camorrista ed ex capo del clan Di Lauro di Napoli.
Cosimo, detto "Cosimino", fu riconosciuto dai giornalisti come il "principe reggente". Inoltre, grazie alla sua passione per gli abiti firmati, i cronisti inglesi gli attribuirono il soprannome di "the designer Don".
Biografia
Prese le redini del Clan
Primogenito del boss Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo 'o milionario, Cosimo prese il controllo del clan Di Lauro in assenza del padre latitante per reati di camorra.
Cosimo Di Lauro tentò di rivoluzionare l'organizzazione del clan Di Lauro, soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio (il business più redditizio del clan). Il suo tentativo di sostituire i vertici dell'organizzazione con affiliati a lui più vicini, anche di età, e di passare dal pagamento a percentuale a quello a stipendio, arginando così l'autonomia dei gestori delle piazze di spaccio facendoli diventare dei semplici dipendenti, porterà a quella che diverrà nota come faida di Scampia.
Faida di Scampia
Uno dei più importanti luogotenenti del padre, Raffaele Amato, contestò le nuove regole, fuggì in Spagna e organizzò una rivolta contro i suoi ex capi. A Scampia sono conosciuti come "gli spagnoli". La guerra iniziò dopo l'omicidio di Luigi Aliberti, a cui seguiranno per rappresaglia l'uccisione di due fedelissimi di Cosimo Di Lauro, il suo braccio destro Fulvio Montanino e Claudio Salerno il 28 ottobre 2004. Tre giorni dopo il loro funerale, la Polizia arrestò due uomini armati di mitra che stavano progettando una risposta all'agguato subito dai Di Lauro.
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