Carla Fracci
ballerina italiana (1936-2021)
Perché è di tendenza
Interest in “Carla Fracci” spiked on Wikipedia on 2026-02-26.
Sudden spikes in Wikipedia readership generally point to a newsworthy event or emerging public conversation that piques widespread curiosity.
By monitoring millions of daily Wikipedia page views, GlyphSignal helps you spot cultural moments as they happen and understand the stories behind the numbers.
Punti chiave
- Carla Fracci , all'anagrafe Carolina Fracci (Milano, 20 agosto 1936 – Milano, 27 maggio 2021), è stata una ballerina italiana.
- Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta .
- La sorella minore Marisa Fracci, ballerina di danza classica e moderna, ha studiato anche lei presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano.
- Per l'inizio della scuola elementare si trasferì dalla zia a Ca' Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre divenne conducente dei tram dell'azienda tranviaria cittadina ATM.
- Non superò subito l'esame, ma venne ammessa nel gruppo tra le bambine “da rivedere”; la direttrice Ettorina Mazzucchelli la scelse dicendo: «Gracilina, ma la ghà un bel faccin».
Carla Fracci, all'anagrafe Carolina Fracci (Milano, 20 agosto 1936 – Milano, 27 maggio 2021), è stata una ballerina italiana.
È considerata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo. Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta.
Biografia
Primi anni
Figlia di Luigi Fracci, milanese, che fu sergente maggiore degli alpini in Russia, e di Santa Laura (detta Santina) Rocca di Volongo provincia di Cremona. La sorella minore Marisa Fracci, ballerina di danza classica e moderna, ha studiato anche lei presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano. Con l'inizio della guerra Carla e la sua famiglia sfollarono presso la campagna di Volongo dalla nonna materna Argelide. Per l'inizio della scuola elementare si trasferì dalla zia a Ca' Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre divenne conducente dei tram dell'azienda tranviaria cittadina ATM.
Spesso i suoi genitori la portavano con loro al circolo ricreativo dell'azienda di trasporti e fu lì che alcuni amici dei genitori notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farle sostenere un'audizione alla scuola di ballo del Teatro alla Scala, che a quell'epoca era gratuita. Non superò subito l'esame, ma venne ammessa nel gruppo tra le bambine “da rivedere”; la direttrice Ettorina Mazzucchelli la scelse dicendo: «Gracilina, ma la ghà un bel faccin». I primi anni furono duri, poiché sentiva nostalgia degli spazi aperti in quell'ambiente rigido in cui subì i continui rimproveri della maestra, che la considerava ricca di doti ma svogliata. Fondamentale fu quando vide per la prima volta in scena Margot Fonteyn in La Bella Addormentata, che le permise di cogliere il senso di tutto quel lavoro, iniziando a sentire il teatro come “casa”.
Content sourced from Wikipedia under CC BY-SA 4.0