Bruno Contrada
funzionario, agente segreto e poliziotto italiano (1931-)
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Punti chiave
- Bruno Contrada (Napoli, 2 settembre 1931) è un ex agente segreto e poliziotto italiano; è stato dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del SISDE, capo della Squadra mobile di Palermo, e capo della sezione siciliana della Criminalpol.
- Contrada si è dichiarato collaboratore e amico di Borsellino, ma i familiari del magistrato assassinato hanno smentito fermamente.
- Arrestato il 24 dicembre 1992, Contrada, che si è dichiarato estraneo al reato, in un primo tempo assolto in appello, è stato condannato in via definitiva nel 2007 a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
- 3 Cedu (divieto di trattamenti inumani o degradanti).
Bruno Contrada (Napoli, 2 settembre 1931) è un ex agente segreto e poliziotto italiano; è stato dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del SISDE, capo della Squadra mobile di Palermo, e capo della sezione siciliana della Criminalpol.
Il suo nome fu associato ai rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità, culminati nella strage di via D'Amelio dove morì in un attentato il giudice Paolo Borsellino che in quel periodo indagava sui collegamenti tra mafia e Stato, e alla cosiddetta "zona grigia" tra legalità e illegalità. Contrada si è dichiarato collaboratore e amico di Borsellino, ma i familiari del magistrato assassinato hanno smentito fermamente. In gioventù fu amico e superiore di Boris Giuliano, la cui moglie ha espresso invece perplessità sulla colpevolezza di Contrada.
Arrestato il 24 dicembre 1992, Contrada, che si è dichiarato estraneo al reato, in un primo tempo assolto in appello, è stato condannato in via definitiva nel 2007 a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel 2011-12 venne respinta la richiesta di revisione del processo e sempre nel 2012 finì di scontare la pena. L'11 febbraio 2014 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha condannato lo Stato italiano poiché ha ritenuto che la ripetuta mancata concessione degli arresti domiciliari a Contrada, sino al luglio 2008, pur se gravemente malato e malgrado la palese incompatibilità del suo stato di salute col regime carcerario, fosse una violazione dell'art. 3 Cedu (divieto di trattamenti inumani o degradanti).
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