Annibale
condottiero e politico cartaginese
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Punti chiave
- Annibale Barca (in latino Hannĭbăl o Annĭbăl Barca ; in greco antico Ἁννίβας Βάρκας ?
- – Libyssa, 183-181 a.
- Figlio del comandante Amilcare Barca e fratello maggiore di Asdrubale e Magone Barca, Annibale, sin da piccolo profondamente nemico di Roma e deciso a combatterla, concepì ed eseguì un audace piano di guerra per invadere l'Italia.
- ), battaglia della Trebbia (218 a.
- ), battaglia di Canne (216 a.
Annibale Barca (in latino Hannĭbăl o Annĭbăl Barca; in greco antico Ἁννίβας Βάρκας?, Hanníbas Bárkas; in punico, 𐤇𐤍𐤁𐤏𐤋𐤟𐤁𐤓𐤒, Ḥnb'l Brq; Cartagine, 247 a.C. – Libyssa, 183-181 a.C.) è stato un condottiero e politico cartaginese, famoso per le sue vittorie durante la seconda guerra punica e definito da Theodor Mommsen "il più grande generale dell'antichità".
Figlio del comandante Amilcare Barca e fratello maggiore di Asdrubale e Magone Barca, Annibale, sin da piccolo profondamente nemico di Roma e deciso a combatterla, concepì ed eseguì un audace piano di guerra per invadere l'Italia. Marciando dalla Spagna, attraverso i Pirenei e le Alpi, scese nella penisola, dove sconfisse le legioni romane in quattro battaglie principali: battaglia del Ticino (218 a.C.), battaglia della Trebbia (218 a.C.), battaglia del lago Trasimeno (217 a.C.), battaglia di Canne (216 a.C.) e in altri scontri minori.
Dopo la battaglia di Canne i Romani evitarono altri scontri diretti e gradualmente riconquistarono i territori del Sud Italia di cui avevano perso il controllo. La seconda guerra punica terminò con l'attacco romano a Cartagine, che costrinse Annibale al ritorno in Africa nel 203 a.C., dove fu definitivamente sconfitto nella battaglia di Zama, nel 202 a.C. Dopo la fine della guerra Annibale guidò Cartagine per alcuni anni, ma fu costretto all'esilio dai Romani e nel 195 a.C. trovò rifugio dal re seleucide Antioco III in Siria, dove continuò a propugnare la guerra contro Roma. Dopo la sconfitta di Antioco III si trasferì presso il re Prusia I, in Bitinia. Quando i Romani chiesero a Prusia la sua consegna, Annibale preferì la morte; era il 183 a.C.
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